Quest’oggi la vostra affezionata si presenta in versione Madmoiselle de La Palice per puntualizzare l’ovvio. Che, però, tanto ovvio non deve essere se ancora oggi capita così spesso di ritrovarsi di fronte chi con questa dura realtà ancora non vuol scendere a patti.

Dunque, proviamo a sintetizzare: hai un prodotto o un servizio che vuoi offrire e hai bisogno di renderlo profittevole, cioè di venderlo.

Hai due possibilità davanti a te:

  1. Paghi per pubblicizzare il prodotto o il servizio
    E con “paghi” non intendo 120 euro al mese, a meno che il tuo target non sia circoscritto alla ridente cittadina di Borgo Tre Case, frazione di Borgo Dieci Case.
    Devi dedicare a questa attività un budget congruo, avere gli attributi per puntarlo a questa roulette del successo e capire se la tua scommessa ti porterà i frutti che speri.
    E te lo dico subito: può essere che non li porti, o che non li porti subito. Ti suggerisco di diffidare da chi ti offre la formula certa per avere successo con l’advertising. La palla di vetro, ancora non è a disposizione di chi gestisce campagne su Meta.
  2. Ti sbatti per fare networking, conoscere persone, capire se a loro il tuo prodotto o servizio interessa.

Ora, a seconda di quanto è sensazionale ciò che proponi, di quanto è saturo il mercato e di quanta attenzione è pronto a prestarti il tuo target, potresti dover pagare di più o di meno (ma mai al di sotto di determinate soglie, come detto) e potresti doverti sbattere di più o di meno.
Va da sé che un buon mix dei due punti è quello che offre la maggiori probabilità di successo. Probabilità, mai certezze.
E va da sé che più paghi e meno ti devi sbattere, meno puoi pagare e più aumentano gli sbattimenti. Ma nessuno dei due elementi può mai toccare quota zero: un certo budget va sempre messo in campo, una certa quantità di sbattimento va sempre messa in conto.

In linea generale, occorre essere coscienti che:

  1. Mediamente le possibilità di avere tra le mani un prodotto assolutamente eccezionale  e sensazionale sono scarse.
    Sì, lo so: ognuno si innamora delle proprie idee, ognuno è convinto di avere in mano il Santo Graal del proprio settore. Volete la verità? Non è quasi mai così. Le eccezioni si contano sulle dita di una mano e di solito nel giro di pochi anni (o mesi) scalano per diventare unicorni o grandi multinazionali. E comunque, anche in questi casi, è bene sapere che questi progetti non sono completamente esentati dai punti uno e due sopra elencati, anzi spesso è proprio uno dei due punti sopra elencati che ha determinato il successo del progetto: una campagna efficace e ben finanziata oppure il rapporto giusto costruito o coltivato con la persona giusta. Meglio se ci sono entrambi.
  2. Qualsiasi sia il tipo di mercato a cui ti rivolgi, ti risparmio la ricerca: è saturo.
    Viviamo nell’epoca della attention economy, l’attenzione delle persone è il bene più scarso in circolazione, insieme al loro tempo.

La triste realtà, è che oggi è sempre più difficile colpire l’attenzione delle persone. E che, quindi, è sempre più importante uscire con idee forti, ben finanziate, ben promosse, sostenute dal giusto network e supportate da una buona community.
Ora: per creare tutto questo, occorre:

  • Tempo da dedicare al progetto
  • Soldi da dedicare al progetto
  • Pazienza e una certa qual dose di masochismo per sopportare i necessari trials and errors
  • Le giuste conoscenze, che puoi avere già in partenza o ti puoi costruire nel tempo. Ma di cui non potrai fare a meno.

Ed ora, la rivelazione delle rivelazioni, il non plus ultra del Lapalissiano, la frase a cui milioni di persone non vogliono credere – in amore, nel business, nel mercato del lavoro, in ogni altro settore – ma che ha anche il potere di liberarle:
“Se non ti richiama, è perché non gli piaci abbastanza”

Ora, cosa vuol dire questo nel business?

Vuol dire che se ti sei proposto a 1000 persone e tutte e mille ti hanno detto “Bellissimo progetto!” e poi sono sparite nel nulla, due domande è meglio farsele. E la risposta a quelle domande è che non gli piaci abbastanza. Brutale, ma onesto.

E cosa posso fare per piacere abbastanza? Tante cose:

  • Puoi cambiare target, magari non era quello giusto
  • Puoi cambiare il modo di proporti, quindi cambiare per esempio il tone of voice, la grafica, il copy, la strategia pubblicitaria etc…
  • Puoi migliorare il prodotto: renderlo più semplice da usare, più immediato, più attraente, puoi fare in modo che offra più vantaggi

Tutti questi cambiamenti, hanno dei costi. In termini di tempo e in termini di budget.
Chiudo con un’ultima, lapalissiana e sconvolgente rivelazione: se è un progetto a budget zero, lascia perdere.

Cosa intendo per “progetto a budget zero”?

  • Non hai pagato e non hai intenzione di pagare un web designer per il sito web
  • Hai meno di 500 euro al mese di budget disponibile per la pubblicità
  • Non hai pagato una ricerca di mercato
  • Non hai trovato investitori
  • Hai bisogno che il progetto porti guadagno subito perché sia sostenibile

 

As simple as that.
Sad, but true.