There are a lot of good books around. People don’t read any more. It’s a sad state of affairs. Reading’s the only thing that allows you to use your imagination. When you watch films it’s someone else’s vision, isn’t it?
Lemmy Kilmister
Il buon Lemmy aveva ragione (d’altro canto, quando non ne ha?): leggere è l’unica cosa che ti consente di utilizzare la tua immaginazione. E se sei una copywriter, lavori con i social e ti occupi di marketing l’immaginazione ti serve eccome. Meglio allora tenerla allenata, e l’estate è il momento migliore per farlo. I ritmi rallentano, qualche cliente chiude per ferie, qualche giorno di vacanza ce lo si concede, ed ecco che arriva l’occasione giusta per dedicarsi a qualche buona lettura. E infatti la lista delle letture estive è un grande classico in tutto il mondo, dal piccolo blog fino alle grandi riviste blasonate. Quest’anno non voglio esimermi dal deliziarvi in merito alle mie letture estive, che non includono solo libri, ma anche riviste e ascolto di podcast. Non lo faccio solo perché penso che qualche spunto possa sempre essere utile, lo faccio anche perché penso che possa servire a dire qualcosa di me, a raccontare un po’ chi sono. E sapere chi sono vi aiuterà a capire se sono la persona giusta con cui collaborare.
Credere, disobbedire, combattere – Marco Cappato
Inizio andando giù subito pesante con quella che potenzialmente potrebbe essere la lettura più controversa di tutto l’elenco. E anche la maggiormente fraintendibile, visto che la presentazione del libro recita così: “Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda”. Ora, visto il periodo in cui siamo una presentazione del genere potrebbe essere facilmente fraintesa e declinata, applicata ai moderni tempi pandemici. Non è questo il caso. La disobbedienza di cui si fa portatore Marco Cappato da molto prima che la pandemia sconvolgesse le nostre vite è non violenta, laica, basata sulla scienza, etica, responsabile, con lo scopo di produrre vantaggi per la società.
Non è una lettura leggera, questa. Ma è una lettura necessaria. A proposito, lo sapete vero che per tutta l’estate è possibile firmare per il Referendum Eutanasia Legale? Io la trovo una battaglia di civiltà e la mia firma ce l’ho messa. Qui tutte le informazioni (abilitata anche la firma digitale, si può firmare anche senza muoversi da casa, quindi zero scuse): referendum.eutanasialegale.it
Mi porta a casa, questa curva strada – Ian Penman
La “curva strada” del titolo (raffinata citazione di W.H. Auden) è il solco di un disco. Racconta in modo impareggiabile la traiettoria umana e artistica di James Brown, Frank Sinatra, Elvis Presley, Prince e dello stesso Charlie Parker, e affronta, attraverso figure quali Donald Fagen degli Steely Dan e John Fahey alcuni snodi della cultura popolare tra il Novecento e oggi come la cultura mod e il fenomeno hipster. Tra un saggio e l’altro, scrive Penman, “potrebbe esserci una rete di indizi, consigli e suggestioni seminascosti che si insinua tra le righe o dietro di esse e aspetta soltanto di essere trovata, mentre l’altro filo conduttore è una tesa dialettica tra il disordine e talvolta la disperazione della vita privata degli artisti di cui si parla e l’eleganza, l’economia quasi soprannaturale delle loro canzoni…”. Così, pagina dopo pagina, la strada, o traccia, del titolo e dei versi di Auden porta a noi stessi, a quel luogo in cui esistiamo davvero che a volte, o forse sempre, è la musica.
F*ck Being Humble, Why Self-Promotion isn’t a Dirty Word – Stefanie Sword-Williams
Un libro in inglese, perfetto per tuttə coloro che, quando c’è da promuoversi e da mostrare i prori successi, si sentono a disagio o fanno un passo indietro. Oltre al libro, c’è anche un nutrito sito web con bloc, corsi, consigli e risorse: www.fuckbeinghumble.com
Alice Cooper’s Vintage Vault – Podcast
I podcast sono del 2020 ma, in attesa che il buon Alice decida di aggiornare la serie aggiungendo nuovi racconti, ascoltarlo raccontare dei suoi incontri con grandi personaggi della musica e dello spettacolo (come Paul McCartney, Ozzy Osbourne, Chris Cornell e Gene Simmons), intervallati da spezzoni di interviste, è comunque sempre un piacere.
Hacking creativity – Podcast
Il podcast per chi lavora con la creatività ed è alla ricerca di nuovi metodi per produrre idee. Particolarmente bello l’episodio con Paolo Iabichino che si intitola “La pubblicità da qui al 2050 con Paolo Iabichino“, da ascoltare e riascoltare.
Riviste e magazine: Rolling Stone, Rockit e Rockol
Quando il ritmo lavorativo si fa frenetico e bisogna pigiare l’accelleratore, anche concedersi la lettura di una rivista diventa più difficile. Per questo, l’estate è il mio momento preferito per fare indigestione di letture di ogni tipo, magazine compresi. Vado dalla sezione “Gonzo” di Rolling Stone (e una estimatrice di Lester Bangs come me non può che essere deliziata dalla presenza di una sezione dedicata al Gonzo Journalism) che mi regala pezzi divertenti come “Una cosa divertente che non farò mai più (a meno che non sia gratis, e da super ricca)“, fino alle analisi sempre lucide sulla società e il panorama musicale di Simone Stefanini su Rockit. Questa settimana l’articolo da leggere secondo me è questo: “Un Paese di musichette mentre fuori c’è la morte“. Riporto solo un estratto, con la raccomandazione di andarselo a leggere tutto: “La settimana di Ferragosto in Italia la conosciamo tutti, ogni anno replica se stessa in un rituale fatto di disimpegno, perdita della memoria e dell’indirizzo casa propria. Più di un anno e mezzo di pandemia che neanche si avvia alla conclusione ha picchiato duro nelle vite e in testa di tutti gli abitanti del pianeta Terra e per una settimana o due, tutti stanno tentando di vivere una vita diversa. Gli artisti suonano nelle piazze e nei luoghi dei concerti per un pubblico ristretto di persone a cui la legge impedisce di alzarsi dalle sedie per ballare e intanto gli stabilimenti balneari, le città turistiche e i borghi sono assediati da orde di turisti ammassati ovunque.”
E poi naturalmente c’è Rockol, che leggo per lavoro e per piacere. Ho amato particolarmente l’intervista agli “I Hate My Village” (parte così: “Dopo il sangue e la ferocia, arriva una libertà elettrica. Dagli spazi stretti e angusti, si prosegue verso lunghe distese in cui perdere il corpo, la mente, il controllo.”), il racconto del live dei Fast Animals and Slow Kids (“È successa questa roba negli ultimi anni: è esploso il mondo. A un certo punto noi ci siamo trovati di fronte a un bivio, che era il seguente: ‘Cosa facciamo? Se vogliamo tornare a suonare, dobbiamo suonare davanti a qualcuno che è seduto, e il rock’n’roll da seduti è tipo il saggio delle medie con la mamma che ti applaude’. E noi non lo volevamo fare, così ci siamo chiesti cosa potessimo dare e raccontare. Ci siamo detti che possiamo raccontare cos’è successo negli ultimi dieci anni di musica, perché questa band suona da 10 anni”, spiega a margine del concerto Aimone Romizi, che durante il primo show milanese dà prova delle sue capacità interpretative, dando enfasi e carattere alle canzoni dei Fast Animals and Slow Kids con la sua voce, anche senza il supporto di schitarrate, cassa dritta e riffoni grezzi.) e il racconto del live di Patti Smith ad Alba, al Collisioni Festival (attacca così: “È una delle poche artiste d’oltreoceano in tour in Italia questa estate: l’abbiamo vista ad Alba: ci siamo commossi, e abbiamo danzato, non a piedi scalzi ma distanziati. È stato comunque liberatorio.”. Ero lì anche io, in prima fila, e sì: mi sono commossa anche io.)
Questa è la mia piccola selezione di cose belle da leggere e ascoltare questa estate, godendomi anche solo per qualche giorno il ritmo lento della metà di agosto.
Aggiornamento del 18 agosto
Questo articolo è stato scritto il 13 agosto, ma dal 15 agosto in poi ho il cuore un po’ più pesante e la mente un po’ più girovaga, a causa di quello che è accaduto e sta accadendo in Afghanistan. Per una forma di empatia e più semplice immedesimazione, sono particolarmente preoccupata per le donne Afghane che rischiano davvero tanto anche solo per il fatto di voler lavorare, scegliere, camminare da sole per strada. Ma naturalmente la preoccupazione si estende a tutti, uomini, donne e bambini, a coloro che ho visto preferire morire aggrappati all’ala di un’aereo piuttosto che restare in un Paese nelle condizioni che abbiamo visto. Preoccupazione e grande sensazione di impotenza, uniti a una profonda consapevolezza di essere nata per caso nella parte più fortunata del mondo. Ho aggiunto un libro alla mia lista dei libri da leggere: Afghanistan, dove Dio viene solo per piangere, di Siba Shakib. Siba Shakib, regista e documentarista, racconta da anni la vita del popolo afgano e la condizione delle donne: dalla sua esperienza nei campi profughi è nato questo libro che mostra perché, da sempre, il fanatismo religioso è terrorizzato dalla serena forza delle donne.
Ma, cosa ancora più importante, ho scelto di fare l’unica cosa che da qui posso fare, possiamo fare tutti, subito e senza sforzo: sostenere Pangea Onlus, da anni impegnata in Afghanistan in progetti di empowerment femminile, sostegno alle donne, microcredito alle imprese femminili. Si dona da qui, e non c’è nemmeno un motivo al mondo per non farlo subito, adesso.


